Premiato Riener, il visionario di Cybathlon e del letto robotico

sabato 4 luglio 2026

Emozioni e tecnologia sono andate a braccetto sabato 4 luglio, al Bigio di San Pellegrino Terme, al quinto convegno sulla robotica e le tecnologie per la neuroriabilitazione promosso dall'Associazione Genesis in collaborazione con l’Istituto Clinico Quarenghi, l’Ordine dei Fisioterapisti di Bergamo e l'Associazione Amici Traumatizzati Cranici (AATC).

“Questo convegno ha un valore sia simbolico che culturale – spiega Stefano Mazzoleni, professore di Bioingegneria e BioRobotica al Politecnico di Bari e alla Scuola IMT Alti Studi Lucca – È importante far dialogare fra loro ingegneri e staff clinico, affinché si imparino a conoscere i rispettivi settori. Questo convegno è proprio un esempio di come professionisti di diversi ambiti possano colloquiare a beneficio dei pazienti”.

Il fil rouge dell'appuntamento sanpellegrinese è stato proprio il dialogo continuo tra medicina e bioingegneria, i cui benefici sono ormai oggi dimostrati - e dimostrabili - dalla letteratura scientifica. Anche se il quadro non è ancora completo, come evidenzia Mazzoleni: “Nel mio intervento ho voluto dimostrare come i sistemi robotici possano aiutare i pazienti con problemi neurologici, ad esempio, colpiti da ictus. Dobbiamo però continuare a lavorare affinché, nei prossimi anni, si possano sviluppare protocolli sperimentali per dimostrare quali pazienti, e quindi quali altre patologie neurologiche, possano beneficiare maggiormente della robotica”.

convegno robotica 3 - Associazione Genesis
Un momento del convegno

Tra i pazienti maggiormente attenzionati dai benefici della robotica i parkinsoniani, come ben evidenziato da Ilaria Arcolin degli Istituti Clinici Scientifici Maugeri IRCSS nel suo intervento: “Durante le nostre valutazioni strumentali nel cammino su soggetti malati di Parkinson è emersa la presenza di alterazioni non percettibili già nelle prime fasi della malattia. È quindi importante intervenire subito”. Dello stesso avviso la prof.ssa Elena Bergamini dell'Università di Bergamo, che nella sua analisi ha parlato di come i device indossabili aiutino a “estrarre informazioni per monitorare se un intervento riabilitativo è efficace o meno. Questi sensori, chiamati inerziali, possono essere indossati anche a casa”.

E proprio il tema della domiciliarità è stato fra i più caldi della giornata: “Alcune tecnologie robotiche possono essere indossate anche a casa, durante l'attività quotidiana. L'uso casalingo ci permette di monitorare gli aspetti più disabilitanti su cui poi intervenire con la riabilitazione e ci offre uno sguardo sul paziente anche fuori dall'ospedale” spiega nel suo intervento la prof.ssa Maria Luisa Gandolfi dell'Università di Verona.

Come da tradizione, a fine giornata l'Associazione Genesis ha consegnato il terzo premio “Bruno Quarenghi, tecnologia e innovazione” (alla memoria del direttore tecnico dell'Istituto Clinico Quarenghi di San Pellegrino Terme per oltre 50 anni) al professor Robert Riener del Politecnico federale di Zurigo per il suo lavoro con la robotica riabilitativa e che vanta, tra le sue maggiori ideazioni, il rocking bed “Somnomat”, un letto robotizzato progettato per fornire una stimolazione vestibolare controllata durante il sonno e quindi migliorare la qualità del riposo. Riener è anche fondatore del Cybathlon, una sorta di olimpiade per persone disabili che gareggiano con tecnologie assistive di ultima generazione, come esoscheletri o protesi robotiche. “Per me è stato un grande onore ricevere questo premio – dichiara un emozionato Riener -. Apprezzo molto il lavoro che viene fatto in Italia nell'ambito della robotica nella neuroriabilitazione e vengo molto volentieri a San Pellegrino Terme, dove incontro grandi professionisti”.

“Siamo molto contenti di aver premiato Riener, relatore sempre presene ai nostri convegni -. dichiara il dottor Giampietro Salvi, presidente dell'Associazione Genesis e neurologo dell'Istituto Quarenghi – I suoi lavori hanno contribuito, e contribuiranno, a migliorare la qualità della vita di molte persone. Il suo approccio visionario alla robotica è di ispirazione per tutti noi”. Medicina, robotica e – appunto – emozioni. A chiusura la testimonianza del giovane Giovanni Zanda, ragazzo bergamasco colpito da un incidente stradale cinque anni fa, a causa del quale ha perso l'uso di entrambe le gambe, ha lasciato tutti i presenti senza parole: forza, coraggio e positività che lo hanno anche portato, pochissimi giorni fa, a conquistare il titolo di campione europeo di paracanoa. Non a caso il suo motto - che porta anche nelle scuole insieme alla sua testimonianza - è: “Nella vita nulla è facile ma nulla è impossibile”.

convegno robotica zanda - Associazione Genesis
Dottor Salvi e Giovanni Zanda

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