Alla Quarenghi pazienti disegnano e scrivono poesie

31 maggio 2026

Il disegno di un groviglio di spine con al centro una rosa della rinascita, una delicata poesia tra sofferenza e riconoscenza e tanto altro ancora. In occasione della XXV Giornata Nazionale del Sollievo, in programma domenica 31 maggio, l’associazione Genesis ha coinvolto i pazienti ricoverati nei reparti di riabilitazione dell’Istituto Clinico Quarenghi di San Pellegrino Terme, invitandoli ad esprimersi sul tema del sollievo e del dolore attraverso attività come la pittura, il disegno e la scrittura.

Istituita nel 2001 e promossa dal Ministero della Salute, dalla Conferenza delle Regioni e dalla Fondazione Gigi Ghirotti, la ricorrenza si focalizza sul tema "Io mi prendo cura".  “Il messaggio è che il diritto al sollievo del dolore è un nostro dovere ed è sempre possibile prendersi cura delle persone per alleviare la sofferenza non solo quella fisica, ma anche quella di tipo psicologico e morale – spiega il presidente dell'associazione Genesis di San Pellegrino Terme e neurologo presso l’Istituto Clinico Quarenghi, dottor Giampietro Salvi - È fondamentale la collaborazione tra la Medicina di base, l’ospedale, le cure palliative e il volontariato, perché anche quando non si può curare, è sempre possibile dare sollievo preservando ad ogni persona dignità e unicità".

"Il sollievo – prosegue Salvi - può essere raggiunto grazie a farmaci e a terapie chirurgiche, sempre più efficaci, al sostegno psicologico mettendo al centro la persona con i suoi bisogni e desideri, assicurando sostegno anche ai familiari e ai caregiver con gentilezza e compassione. Importante, per una miglior qualità di vita, è un approccio multidisciplinare anche attraverso terapie complementari, come la musicoterapia, la cantoterapia, la teatroterapia, la museoterapia, la danzaterapia, l’arteterapia, la terapia del sorriso, la pet-therapy, la scrittura espressiva, lo yoga, la mindfulness e tante altre.

Sono 'farmaci emozionali' che curano la mente e lo spirito, migliorando l’autostima, la fiducia in se stessi e negli altri, favorendo la socializzazione e momenti di evasione dai pensieri e dalle paure della giornata, riducendo l’ansia, la tristezza e migliorando l’umore e l’elaborazione dei propri contenuti emotivi, a volte devastanti. Seguendo queste attività è possibile affrontare le cure con più coraggio ed ottenere un miglior adattamento e accettazione della malattia”.

Il dottor Salvi evidenzia infine come, durante questi trattamenti, “si creino momenti di spensieratezza che aiutano a sentir meno la mancanza di casa, degli amici e della normalità e fanno sentire meno soli nella lotta al dolore. Inoltre, numerosi studi scientifici provano la straordinaria valenza terapeutica di questi trattamenti, in grado di potenziare l’efficacia delle terapie mediche e psicologiche tradizionali”.

Tra i i tanti lavori presentati spiccano, appunto, due elaborati: il primo è il disegno di una signora che ha voluto rappresentare il dolore come un groviglio di spine nere che stringe il corpo e l’anima. Al centro fiorisce una rosa che rappresenta la rinascita del cuore e dell’anima. Il secondo è una poesia che racconta:

Un corpo che non riconosco
un dolore che nessuno chiede
arriva senza avviso,
dalla pelle fino al cuore.

Mani gentili, ma ferme e rassicuranti,
sguardi presenti, comprensivi;
in abito bianco, con voce in ascolto,
che accoglie quel male di parole perdute.

Il letto, il corpo, la mente
non sono più nemici.
Il respiro torna in me,
il sorriso si apre da sé.
Sul mio volto, finalmente regna:
il Sollievo.

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